Club Alpino Italiano - Sezione di FRASCATI

Gruppo di Alpinismo Giovanile

 

Gole del Biedano

18 maggio 2008

 
Al lungo e vario itinerario circolare che si snoda all’interno del Parco Regionale Marturanum  hanno partecipato i ragazzi del Gruppo AG dagli 11 ai 14 anni clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine     HOME

BACHECA

LE NOSTRE IMMAGINI

 

Tagliata e tombe etrusche clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine
La chiesa romanica sull'altopiano di San Giuliano clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine
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  Ponte romano detto “del Diavolo” clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine
 

Da Barbarano a Blera per il canyon del fiume Biedano: IL RACCONTO
di Basilio Esposito

Da Barbarano Romano siamo scesi fino alla Fonte del Pisciarello. Si passa per una “tagliata” realizzata dagli Etruschi, si traversa un ruscello e si prende una sterrata che giunge al tumulo Cima (secolo VII a.C.). Il sentiero scende nella Necropoli etrusca di S. Giuliano con tombe a camera dei secoli VII, VI e V. Si sale poi all'altopiano di San Giuliano, dove abbiamo visto la chiesa romanica; poco vicino abbiamo visitato una cisterna romana scavata nel tufo.
Si ritorna indietro e si scende nel Fosso del Neme dove visitiamo la
tomba della Regina e quella del Cervo (dove c'è il bassorilievo che raffigura un cervo attaccato da un cane: il simbolo del Parco Marturanum). Seguiamo il fosso del Neme fino alla confluenza nella valle col fiume Biedano immersi nella rigogliosa vegetazione. Si continua lungo il canyon con pareti di tufo alte fino a 60 metri fino a Blera. Ci fermiamo nei pressi di un vecchio mulino abbandonato dove si trovano anche un laghetto ed una cascata: un ambiente da Indiana Jones!
Appena prima di Blera passiamo il
ponte romano detto “del Diavolo” ed in alto compare il viadotto della strada Blera-Barbarano. Si sale a Blera. Passiamo accanto al vecchio lavatoio, traversiamo il viadotto e ci si immette, nei pressi della cadente stazione, sulla ferrovia abbandonata Capranica-Civitavecchia. Una lunga camminata tra prati e casali riporta a Barbarano Romano. Qui una meritata sosta base di gelati, patatine e merendine, prima di ricongiungerci col resto del gruppo per il ritorno in pullman.

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Marco, Gian Piero e Francesco hanno accompagnato il gruppo dei bambini dai 5 ai 10 anni nell'itinerario con la stessa partenza e lo stesso arrivo ma diverso percorso, sempre lungo il fiume clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine  
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Da Barbarano a Blera per il canyon del fiume Biedano: IL RACCONTO
di Marco Marotti

Ore 7.45: il cielo color grigio-topo lasciava prevedere una giornata all’insegna della pioggia. Sul pullman, ad un certo punto, ognuno di noi avrà sicuramente pensato “ma dove andiamo con questo tempo?” ed, in effetti, è piovuto per buona parte della strada.
I ragazzi si chiamano: Amalia, Cristian (5 anni e mezzo, accompagnato dal papà), Elisa, Erica, Livia, Luca, Michela, Samuele e Tommaso.
Ottimo ed indispensabile l’aiuto di Gian Piero e Francesco.
Arrivati a
Barbarano Romano, indossiamo i fedeli k-way e partiamo di buon passo.
Sono quasi certo che prenderemo qualche piovasco lungo la strada, ma spero che i bambini non “sentano” questo mio pensiero. Raggiungiamo il fondo del paese e quindi ci abbassiamo ancora di quota per uno scivolosissimo acciottolato, dove tutti danno prova di buona “tenuta delle suole”. Nessun rovinoso ruzzolone. Ottimo.
Il vallone dove scorre il fiume Biedano è per fortuna molto pulito e coperto da una fitta vegetazione. Continua a piovere, ma noi per fortuna quasi non ce ne accorgiamo perché siamo coperti dalla volta degli alberi che ci riparano magnificamente e, dopo un quarto d’ora, per fortuna, la pioggia decide di darci tregua.
Il percorso è abbastanza semplice, ma i continui guadi del torrente lo rendono molto vario. La vegetazione è realmente lussureggiante. Bellissima!
Una fitta lanugine (i semi dei pioppi, alberi qui veramente giganteschi) ci accompagna per tutta la strada e ricopre come una spruzzata di neve tutto il sottobosco.
I bambini si divertono un mondo: si è instaurata una rivalità tra Michela (forza Roma) e Tommaso (forza Inter). Michela lo tampina e lo provoca, Tommaso più pacato ed interessato a ciò che gli sta intorno lascia fare.
Sui guadi ognuno rivela le proprie caratteristiche: Amalia è assolutamente autonoma ed indipendente e mai accetterebbe la mano di un accompagnatore per un aiuto! La dolcissima Livia è la paladina degli animali. Qualsiasi sofferenza di un animale, anche un semplice girino, le provoca una reazione spontanea di protezione. Elisa è un’ottima camminatrice e non si stanca mai. Le chiedo un paio di volte se è stanca e lei con assoluta convinzione risponde con un deciso “NO!“. Erica è anche lei molto interessata a tutto ciò che la circonda e migliora notevolmente nell’equilibrio ad ogni guado che facciamo. Forza Erica!
Luca? Soprannominato il “raccoglitore di ossa”: ossa di mucca, di cane, di cinghiale. Fa posto nel suo zainetto per accogliere ossa più grandi lui. Giocherella con un’enorme tibia (di mucca?): sembra un piccolo uomo di Neanderthal che ha trovato la sua arma ideale per cacciare e tutti ne hanno un vago timore!
Cristian, il più piccolo, dopo una stanchezza passeggera e dopo aver mangiato, si riprende e pervicacemente si mette in competizione con Luca per raccogliere ossa, non può essere da meno… E così anche lui vuole ed ottiene la sua parte: una mandibola con i denti ancora infilati!
Samuele è sempre davanti con il gruppetto dei più chiacchieroni e tiene bene testa ai due “capi” Tommaso e Michela. Ha preso confidenza con gli altri e con l’ambiente che lo circonda e si trova magnificamente.
Io riesco a malapena a camminare: i bambini vogliono continue spiegazioni e fermarsi a guardare animali, piante, minerali e quant’altro ci offre questa magnifica gita.
Fermarsi ad
uno dei mulini in riva al torrente significa anche trovare milioni di girini e tantissime piccole rane con cui i bambini si scatenano.
Tommaso trova un tritone! Non era un girino in trasformazione ma un bellissimo, raro e protetto tritone. Michela e Tommaso vorrebbero colonizzare il Tuscolo con rane e girini che hanno catturato e imbottigliato, ma una serie di voci di protesta degli altri alla fine li fa desistere. Beh, consolatevi, lì staranno sicuramente meglio…

S
enza Gian Piero e Francesco avremmo tardato parecchio!
L’escursione, dopo altri guadi, passaggi delicati su vecchi muretti un po’ esposti, gigantesche foglie acquatiche, si conclude al
Ponte del Diavolo dove sostiamo sotto un albero che offre un’ombra profonda: ora il sole è definitivamente uscito, ma noi siamo stati freschi per tutta l’escursione. I bambini sono un po’ stanchi ma hanno tutti tenuto benissimo. Nessun “incidente” o “litigio”di rilievo.
Un ringraziamento a Gian Piero e Francesco per la simpatia, la pazienza ed i complimenti ai bambini che hanno reso memorabile, con la loro curiosità e la loro allegria, questa giornata. Il ritorno, dopo un ottimo gelato offerto dal papà di Cristian, è cosa nota. Un’unica domanda bambini: ma tutta quell’energia che avevate sul pullman al ritorno come fate ad averla?

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Coordinatrice: Donatella Drago
tel. 06 9424303 cell. 347 6606448

e-mail donatella.drago@alice.it