Club Alpino Italiano - Sezione di FRASCATI

Gruppo di Alpinismo Giovanile

 

 

Parco Nazionale dei Monti Sibillini

 

dal 27 giugno al 2 luglio 2009

 
CAMPO ESTIVO 2009 PER I RAGAZZI DA 9 A 13 ANNI.
Tre giorni in compagnia degli asini de
La Mulattiera e tre giorni al Rifugio dell'Associazione Nazionale Alpini a Forca di Presta,
valico appenninico ai piedi del Monte Vettore che divide il territorio della provincia di Ascoli Piceno, nelle Marche, da quello della provincia di Perugia, in Umbria.
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LE NOSTRE IMMAGINI

GLI ACCOMPAGNATORI
da sinistra a destra: Mirella, Basilio, Giovanna (CAI Macerata), Romano, Donatella
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I RAGAZZI:



Amalia
"Dormire in tenda è stato divertente e la passeggiata da fonte delle fate al rifugio degli alpini è stata la più bella"

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Andrea
"quando stavamo in tenda chiacchieravamo fino a tardi ma poi ci veniva sonno e provavamo a dormire ma non ci riuscivamo perché c'erano le femmine che chiacchieravano ancora"
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Andrea
"Mi sono sentito solo"
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Bianca
"mi sono divertita tantissimo e credo che questo campo mi abbia resa più autonoma"
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Camilla
"Il campo è stato molto bello, non stancante e piacevole. Gli asini erano affettuosi, buoni, quasi tutti coccolosi;con loro ho trascorso 3 bellissimi giorni della mia vita tra montagne e lingue di neve, tra vallate e vette"
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Chiara
"Del campo mi è piaciuto dormire in tenda, stare con gli asini, spazzolarli, portarli e chiacchierare con gli amici"
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Damiano
"nel rifugio il proprietario  sapeva fare il mangiafuoco e ogni sera ci stupiva"
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Elisa
"è stato bello la prima notte quando ci siamo ritrovati a dormire in tenda con gli asini accanto, le mucche e le pecore dietro e i lupi che girovagavano x il bosco…"
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Elisa
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Erica
"Al campo si è formato il gruppo dei doloranti, il capo gruppo era Donatella Olivieri. Abbiamo fatto anche un diario collettivo dove ogni sera ciascuno di noi ci scriveva un pensiero..."
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Fabrizio
"Era la prima volta che mi trovavo lontano
da casa e da solo senza i miei.
E' stata una esperienza meravigliosa,
soprattutto quando eravamo
in tenda. Spero di riprovare le stesse emozioni"
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Fabrizio
"In questo campo ho dormito per la prima volta in tenda e per me è stata una bellissima esperienza. Infatti mi sono divertito molto e non abituato a dormire in uno spazio cosi piccolo con tanta altra gente mi sono dovuto adattare in fretta"
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Federico
"Bello il percorso,
i posti dove ci siamo accampati, i muli, il lago di Pilato... Mi è piaciuta la storia che nella grotta della Sibilla ci potesse essere una porta che conducesse al Purgatorio
"
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Federico
"Mi è piaciuto camminare in compagnia dei muli, la sera stare con gli amici"
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Gaia
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Leonardo
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Livia
"Mi è piaciuto imparare a organizzarsi da soli e conoscere nuovi amici. ero molto eccitata all’idea di andare in campeggio (è stata la mia prima volta)"
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Michela
"Belle le notti in tenda, i giorni con gli asini e stare con gli amici"
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Sole
"Stare all’aperto con tutti gli altri, stare con gli asini e vedere molti posti nuovi e bellissimi, le storie e gli indovinelli in tenda, gli accompagnatori che erano carini e simpatici... Mi è piaciuto tantissimo il Lago degli Occhiali"
Livia
"Al lago di Pilato c’erano dei cartelli che impedivano di andare vicino al lago e Romano è andato a leggerlo e visto che era vecchio e arrugginito è cascato e allora Romano ha detto che adesso si poteva andare vicino al lago!"
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Tommaso
"è stato bello quando la sera al secondo accampamento con le tende strigliavamo gli asini, era una cosa che non avevo mai fatto e mi è piaciuta tanto"
   
LA MULATTIERA da sinistra a destra: Roberto, Marta clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine

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IL RACCONTO DI UNA SPLENDIDA AVVENTURA!
a cura di Donatella OLIVIERI

INTRODUZIONE (da www.sibillini.net)
Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini è stato istituito nel 1993. Ha un’estensione di 70.000 ettari e interessa tre province: Ascoli Piceno, Macerata e Perugia.
I Monti Sibillini, che con il
Monte Vettore raggiungono i 2476 m di quota, si estendono, per una lunghezza di circa 30 km, a cavallo tra l’Umbria e le Marche.
La loro struttura geologica è costituita prevalentemente da rocce calcaree, che si sono formate in epoche remote nel fondo di un antico mare, in cui si depositarono possenti strati di sedimenti prodotti in gran parte dagli organismi viventi. Il calcare massiccio, con i suoi 200 milioni di anni, è la roccia più antica. Esso affiora nelle pareti rocciose più spettacolari del gruppo, come quelle del
Monte Bove Nord (2112 m), del Monte Palazzo Borghese (2119 m), del Pizzo del Diavolo (2410 m) e delle Gole dell’Infernaccio. Il sollevamento degli strati rocciosi, prodotto dagli enormi sforzi di compressione della crosta terrestre, è invece molto più “giovane”, risalendo a circa 7 milioni di anni fa.
Le valli che incidono il versante Adriatico dei Monti Sibillini sono solcate dalle acque impetuose dell’
Ambro, del Tenna, dell’Aso e del Fiastrone che, nel corso dei millenni, hanno scavato nella roccia impressionanti forre, le più note delle quali sono quelle dell’Infernaccio e del Fiastrone.
Il versante tirrenico, invece, dove i movimenti di distensione della crosta terrestre, tuttora in atto, hanno prevalso su quelli di compressione, è caratterizzato dalla presenza di ampie conche, come il grandioso sistema dei
Piani di Castelluccio, racchiuse da rilievi dalle forme morbide e arrotondate.
Generalmente nei versanti settentrionali delle cime che superano i 2000 metri di quota, si leggono chiaramente i segni lasciati dai ghiacciai presenti durante l’era del Quaternario. Circhi glaciali e accumuli morenici sono particolarmente evidenti, ad esempio, nella valle del
lago di Pilato, dove l’omonimo specchio d’acqua, situato a 1940 m di quota, occupa proprio il fondo della valle glaciale.
La flora e la fauna sono molto ricche.
La diversità è forse l’elemento che, più di altri, può simboleggiare la straordinaria ricchezza dei Monti Sibillini. Diversità di paesaggi, profondamente diversi l’uno dall’altro, di specie faunistiche e di piante, di cui si contano più di 1800 specie.
La diversità degli ambienti dei Monti Sibillini è legata anche al notevole dislivello esistente tra le aree collinari e di fondovalle, situate anche a quote inferiori a 400 m, e le vette più alte, che superano i 2000 m. Nelle aree collinari, fino a circa 1000 m di quota, la vegetazione naturale è costituita da
querceti. Qui si concentrano i nuclei abitati e le coltivazioni agricole. Oggi il paesaggio collinare dei Monti Sibillini forma quasi ovunque un mosaico di campi coltivati alternati a boschi cedui e a campi abbandonati, in cui le cosiddette piante pioniere, come il ginepro e la ginestra, hanno iniziato a ricostituire il bosco. Più in alto delle aree collinari erano presenti, fino ad oltre 1800 m di quota, estese foreste di faggio, sostituite in vaste zone, da praterie utilizzate dall’uomo come pascoli.
In alta montagna, oltre i 1800 metri di quota, le severe condizioni climatiche non permettono la crescita di alberi. Sono presenti in queste praterie specie di fiori rare ed endemiche, come la
stella alpina dell’Appennino.
Alcune specie di animali che un tempo popolavano questo territorio oggi non esistono più, come l’orso e il camoscio.
S
ono diffusi in tutto il parco animali come la
lepre, il gatto selvatico, la volpe, il tasso, la donnola
, il cinghiale, il capriolo, l’istrice. La fauna tipica degli ambienti montani comprende il lupo, mai scomparso dai monti Sibillini.
Fra gli uccelli, quelli più comuni sono il
fringuello, la cornacchia grigia, il cardellino, l’allodola
e, tra gli uccelli rapaci, il falco pellegrino, il gufo reale e l’aquila reale.

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SABATO 27 GIUGNO Appuntamento a Frascati.
Pronti? Via!
clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine In pullman, direzione Castelluccio di Norcia!
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Il magnifico
Pian Grande di Castelluccio in piena fioritura.
In questo periodo tante specie di fiori "infestano" i campi coltivati a lenticchia, colorandoli.
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Facciamo la conoscenza degli asini che ci accompagneranno per tre giorni e Roberto ci spiega quello che c'è da sapere sui nostri amici a quattro zampe! clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine
Ci incamminiamo verso la nostra meta: Capanna Ghezzi (m 1547), dove il CAI Perugia ha un rifugio. clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine  
Prepariamo il nostro accampamento per la notte.
Per molti ragazzi è la prima esperienza in tenda!
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DOMENICA 28 GIUGNO

La mattina dopo, presto al lavoro per smontare il campo clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine  
  Ognuno cura il proprio asino clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine  
Andrea è molto affaticato... Allora inventa piramidi umane! clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine  
Prima di partire, gli asini si dissetano all'abbeveratoio vicino al rifugio. clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine  
Saliamo su per la Strada Imperiale al Passo di Sasso Borghese
(m 2057)
clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine Al pascolo un branco di mille pecore! clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine  
La Strada Imperiale è l'antica via di comunicazione che i pastori percorrevano per la transumanza delle greggi verso e dalle lontane pianure Laziali, mettendo in comunicazione il versante Ascolano con quello Umbro dell’Altopiano di Castelluccio di Norcia clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine  
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Chiara, giovane appassionata di geologia, raccoglie sassi clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine

Lungo il sentiero capita di ammirare la stella alpina dell'Appennino e poi di tirarci anche palle di neve!

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Finché finalmente arriviamo nei pressi della Fonte delle Fate (m 2002), dove montiamo le nostre tende e godiamo di una vista mozzafiato sul Pian Grande di Castelluccio clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine  
Si gioca con gli asini, si prepara la cena, si balla il "Luca-luca" in cerchio, si predispone il "campo-cacche"...
Poi arriva la notte e in tenda ci sono sempre una grande animazione e tante chiacchiere, in attesa che il sonno abbia la meglio...
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LUNEDI' 29 GIUGNO   a Forca Viola
(m 1936)
salutiamo gli asini, che tornano a Castelluccio, mentre noi proseguiamo...
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Sveglia! E' ora di muoversi. Lasciato il campo...
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Sole e Shakira
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Bianca e Zapatero
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Federico e Pinocchio
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Tommaso e Pablo
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Camilla e Luna
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Federico e Zorro
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Michela e Giorgia
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Elisa e Patatina
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Chiara e Tea
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Elisa e Giulietta
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Livia e Romeo
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Erica e Sibilla
Da Forca Viola percorriamo il bellissimo sentiero che si snoda nella conca tra le creste che salgono alla Cima del Redentore ad ovest e a quella del Monte Vettore ad est, fino a raggiungere, costeggiando il Pizzo del Diavolo (m 2410),
il
lago di Pilato (m 1940)
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Al lago di Pilato una bella sosta per mangiare e raccontare le leggende dei Monti Sibillini clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine  
Quest'anno il lago ha assunto la forma detta "dagli occhiali" perché la gran quantità di precipitazioni ha permesso la formazione di due bacini d'acqua congiunti. clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine  
Il Lago di Pilato rappresenta una delle attrattive di maggior interesse del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. E' lo specchio d'acqua più elevato dell'intero Appennino, oltre ad essere l'unico lago naturale presente nella regione Marche.
Il nome deriva da una antica leggenda tramandata dagli abitanti di Montemonaco, secondo la quale il console romano
Ponzio Pilato, accusato della morte di Gesù Cristo, venne condannato a morte dall'Imperatore Vespasiano. Il suo corpo fu caricato su un carro trainato da buoi selvatici, che iniziarono una corsa sfrenata fino a raggiungere i Monti Sibillini, dove dal Pizzo del Diavolo precipitarono nelle acque glaciali del lago, che si tinsero di rosso. Nel medioevo il Lago di Pilato è stato particolarmente legato al fenomeno della negromanzia e della magia nera, tanto che da tutto Europa maghi e negromanti si avvicendavano presso le sue sponde per celebrare i loro riti.
Importante la presenza nel lago di un piccolo animaletto endemico, che vive esclusivamente in questo luogo, il
Chirocefalo del Marchesoni, dal nome dello studioso che lo catalogò, un crostaceo di colore rosso corallo, lungo circa 1 cm, che nuota durante la breve stagione estiva con l'addome rivolto verso l'alto.
 
Superiamo l'ardua salita fino alla Sella delle Ciaule
(m 2240)
giusto in tempo prima che si rovesci su di noi un violento acquazzone!
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Quando smette di piovere riceviamo una piacevole visita...
E poi arriviamo in vista del rifugio nei pressi di
Forca di Presta (m 1550)
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MARTEDI' 30 GIUGNO Dopo la notte nel Rifugio degli Alpini (dell'Associazione Nazionale Alpini), gestito da Gino e Barbara Quattrociocchi, che ringraziamo dell'ospitalità, siamo pronti per un'escursione circolare nel Pian Piccolo! clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine  
Oggi la giornata è splendida. Saliamo dolci pendii, pieni di colori e di profumi. clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine  
I "Magnifici quattro"
e i primi sulla cima del
Monte Pellicciara
(m 1687)
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Siamo di nuovo in vista del Pian Grande e poi sostiamo sul Monte Macchialta
(m 1751)
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Sempre in coda il gruppo dei "Doloranti" che però non molla mai... clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine  
Verso Colle Le Cese e il Pian Piccolo clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine Gentiana Lutea
Sosta e giochi alla
Fonte del Vescovo

(m 1485)
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Silos Amati e Laghetto
(m 1330)

Parapendio sul
Pian Piccolo
e la "Strada Doganale"

clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine Lycosa tarentula
(Ragno lupo)
  clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine Lilium bulbiferum croceum (Gilglio rosso)
Raggiungiamo il
Casotto Amati
(m 1373)

e, lì vicino, la strada provinciale che, chiudendo l'anello, ci riporta al rifugio.
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MERCOLEDI' 1 LUGLIO La vista
dal Rifugio degli Alpini
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Oggi si parte per il
Sentiero dei Mietitori, un itinerario immerso in un bosco di conifere, con tanti fiori e farfalle
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Abbiamo raggiunto Colle Pisciano (m 1270) e siamo tornati al rifugio per lo stesso sentiero clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine Farfalla a sinistra: Aporia Crataegi (pieride del biancospino)
e a destra:
Melanargia Russiae

Quando l’economia montana era basata unicamente sui due poli della pastorizia e dell’agricoltura, anche la manodopera in molti casi poteva costituire un problema. Infatti le lunghe assenze degli uomini dovute alla transumanza e le cure che il gregge comunque richiedeva, non lasciavano molto tempo per la coltivazione e la raccolta di ortaggi e cereali. Il problema si faceva serio nelle pianure dell’interno e si acuiva particolarmente nei periodi della mietitura, quando la richiesta di manodopera specializzata aumentava di molto. I proprietari terrieri allora, si recavano al mattino presto nella piazza dei paesi, dove trovavano gruppi di uomini in attesa di essere ingaggiati per il lavoro nei campi.
I mietitori, che dalle nostre parti provenivano generalmente dal Piceno e dal Maceratese, profittando dei diversi periodi di maturazione del grano, terminavano il lavoro locale e si mettevano in cammino. Risalite le valli del Fluvione e dell’Aso, passando per Montegallo e Montemonaco, essi convergevano al
Colle Pisciano. Da qui l’antico sentiero scavalcava in alto il Passo di Galluccio e traversava il versante Sud-Est del Vettore per immettersi, poco prima di Forca di Presta, nella Strada Doganale proveniente da Pretare. Attraversato il Pian Piccolo e risaliti a Forca Canapine, i mietitori si dirigevano verso il Lazio, oppure in Umbria (Norcia, Spoleto) e Toscana (Maremma). Camminavano di notte e mietevano di giorno seguendo il ciclo di maturazione dalle zone basse a quelle alte (l’ultimo grano, sulla via del ritorno, era quello di Castelluccio).

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GIOVEDI' 2 LUGLIO

Bas... sei un mito!

clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine Foto di gruppo
all'inizio della
Gola dell'Infernaccio
La sera del 29 giugno, Giovanna ha dato il cambio a Romano, che è tornato a casa. Giovanna è Accompagnatore di Alpinismo Giovanile del CAI di Macerata e la ringraziamo del suo prezioso aiuto! clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine La Gola dell’Infernaccio comprende una parte del percorso del fiume Tenna ed in particolare il suo punto più stretto, prima di scendere di quota ed allargarsi verso la pianura sottostante, in direzione del mare Adriatico.
Le "pisciarelle", piccole cascate di acqua dalle rocce sovrastanti che formano un curioso effetto simile ad una doccia clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine  
Il fiume Tenna e il suo suggestivo percorso clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine  
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  clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine Ecco come un campo estivo può ridurre un Accompagnatore di Alpinismo Giovanile...

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DIARIO COLLETTIVO

Realizzato tutti insieme la sera sui tavoli al Rifugio degli Alpini, dopo le escursioni

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COMUNICAZIONE   L'ALBUM FOTOGRAFICO  
  LA LOCANDINA LA PRESENTAZIONE

 

 
       

Coordinatrice: Donatella Drago
tel. 06 9424303 cell. 347 6606448

e-mail donatella.drago@alice.it