Club Alpino Italiano - Sezione di FRASCATI

Gruppo di Alpinismo Giovanile

 

 

Campo estivo a DOBBIACO

 

14-21 luglio 2007

 
14 luglio - partenza
domenica 15 luglio - 
Arrivo a Dobbiaco (BZ)
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BACHECA

LE NOSTRE IMMAGINI

Notte in cuccetta da Roma Tiburtina a Dobbiaco.
Vicino alla stazione c'è il nostro Ostello. Quando l'abbiamo visto siamo rimasti senza fiato: bellissimo!
Partecipano a questa avventura 20 intrepidi, 3 accompagnatori (Massimo, Cinzia e Donatella) e 17 ragazzi:
Alessia e Davide, Mattia, Camilla, Lorenzo e Camilla, Leonardo, Giuliano, Giada, Noemi, Giada, Gianmarco, Nico, Fabrizio, Michele, Bruno, Stefano
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Una settimana memorabile! di Donatella Olivieri

Dobbiaco si trova a 1.256 metri sopra il livello del mare, in Val Pusteria, la “Valle verde”. Il paese è protetto dalle pareti rocciose delle Dolomiti a sud e dalla catena delle Alpi della Carinzia dall’altro lato.
Con la sua posizione strategica, Dobbiaco in epoca medioevale era al centro di scambi internazionali, infatti il paese è situato all’incrocio delle più importanti vie, che portano da Venezia alla Baviera.

Il complesso del Grand Hotel Dobbiaco fu edificato nel 1877, ed era ritenuto una degli hotel più all’avanguardia, oltre ad essere il primo di Dobbiaco ed uno dei primi della Val Pusteria. Il complesso fu inizialmente pensato assieme alla costruzione della linea ferroviaria Südbahn (che collegava Lienz con Fortezza) e quindi il suo nome iniziale fu Südbahnhotel. L’hotel ebbe come ospiti anche molti nobili e pochi altri luoghi possono dire di aver vissuto e scritto la storia del turismo alpino e del continente europeo quanto queste mura prestigiose.
Durante il primo conflitto mondiale, l’hotel subì alcuni danni, che non furono riparati, lasciando la struttura in uno stato di abbandono. Fortunatamente nel 1991 il complesso passò alla Provincia di Bolzano, che ne curò un restauro, che volle conservare l’originale struttura dell’hotel, ma ne cambiò la funzione. Nel 1999 il Grand Hotel Dobbiaco si è ripresentato nel suo antico splendore e, attualmente, al suo interno è così suddiviso: Centro congressi e culturale,
Ostello per la gioventù, bar, Centro Visite dei Parchi Naturali, Scuola di Musica, Servizio Giovani, Centro di Formazione, appartamenti sociali e una Casa per ferie della Curia. Il fiore all’occhiello del complesso, dopo il suo restauro, è la sala Auditorium Gustav Mahler, con 460 posti ed una eccellente acustica, dove si tengono anche numerosi concerti. Gustav Mahler trascorse a Dobbiaco i mesi estivi dal 1908 al 1910. Qui vi compose la Nona sinfonia, la Decima (incompiuta) e il celebre “Canto della terra”. A Dobbiaco hanno luogo anche le ormai oltre i confini del nostro paese conosciute “Settimane Musicali Gustav Mahler”.

L’Ostello della Gioventù offre belle, spaziose stanze da uno, due o tre letti, bei soggiorni con biliardo, calcetto, TV e giochi, la sala dove si mangia, docce, bagni, lavatrici.

il pranzo in ostello e le immagini al tramonto clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine
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 il pomeriggio, però, l'abbiamo trascorso al Parco Avventura di Dobbiaco!  clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine
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Il Parco Avventura di Dobbiaco è una struttura che si estende su un’area montagnosa piena di folta vegetazione e di alberi.
Qui sono stati creati sei percorsi su una lunghezza di oltre 500 metri di tragitto dove potersi arrampicare e vivere un’esperienza indimenticabile.
Ci sono percorsi “verdi per chi vuole iniziare a cimentarsi con altezza media di tre metri, i percorsi “blu” e “rosso fino a 6 metri di altezza, e per chi non soffre di vertigini c’è il percorso “nero che non solo è tra gli 8 ed i 10 metri di altezza, ma offre anche una serie di ostacoli da superare.
Il parco è situato all’entrata per la bellissima Val di Landro, a due passi dal famoso Lago di Dobbiaco. Può diventare una esperienza importante per bambini e ragazzi, una palestra di allenamento per gli sportivi, anche un primo test per chi vuole avvicinarsi al mondo dell’arrampicata oppure solo un divertimento e passatempo per alcune ore.
Oltre che al sano divertimento, si presta alla sperimentazione delle capacità fisiche e mentali di ciascuno, dando la possibilità a tutti, senza limiti di età, di scoprire nuove forme di movimento.

lunedì 16 luglio - 
Giro delle Tre Cime di Lavaredo
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Il Rifugio Locatelli visto dalla Forcella Lavaredo clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine
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Il giro delle Tre Cime di Lavaredo (Rifugio Auronzo - Rifugio Lavaredo - Forcella Lavaredo - Rifugio A. Locatelli - Rifugio Auronzo) è una delle gite di montagna più classiche, che non presenta alcuna difficoltà.
I
l Rifugio Auronzo (m 2320) è situato al termine della strada panoramica che dal lago di Misurina porta alle Tre Cime di Lavaredo, simbolo delle Dolomiti.

Il panorama che si può godere appena arrivati è incantevole e spazia dalla imponente Croda dei Toni fino al Lago di Auronzo ad est, e poi via via i bellissimi Cadini di Misurina, il lago stesso con il Monte Sorapis e Cristallo.
In queste zone si possono trovare alcuni tra i più bei percorsi escursionistici che, attraversando zone e paesaggi selvaggi ed incontaminati, ripercorrono i teatri della Grande Guerra

Il Rifugio Locatelli (
2405 m) è situato nella Forcella di Toblìn, a nord delle Tre Cime di Lavaredo

martedì 17 luglio -
Escursione in bicicletta da Dobbiaco a Cortina, con sosta al Lago di Landro
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Al Lago di Landro il gruppo si divide:  clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine  
solo i Magnifici Quattro (+ Cipo) arrivano a Cortina! clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine    

Il Lago di Landro si trova in fondo alla Val di Landro, in Alto Adige, nel Comune di Dobbiaco
La Val di Landro
, principalmente priva di opere umane, collega Dobbiaco a Cortina d’Ampezzo o, più precisamente, la Val Pusteria con il Cadore.
La valle, percorsa dal tratto iniziale del torrente Rienza, è immersa nel verde dei boschi e dei prati, comprende i paesi di Dobbiaco, Landro, Carbonin e Misurina e fa da confine tra due parchi regionali naturali della Provincia Autonoma di Bolzano: il
Parco naturale Fanes - Sennes e Braies ed il Parco naturale Dolomiti di Sesto.

mercoledì 18 luglio - 
Passeggiata a Dobbiaco, pranzo al Lago di Dobbiaco e, nel pomeriggio, ECORALLY nel Parco naturale Dolomiti di Sesto
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Il ristorante sul lago clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine
Villaggio degli alberi presso il Centro visite del Parco Naturale Dolomiti di Sesto clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine Il vincitore dell'ECORALLY alla fine del Sentiero Natura è risultato: BRUNO!
ecco l'utilizzo principale dei bastoncini da passeggio fatto dai ragazzi durante il campo... clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine Sentiero Natura clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine

Il Parco naturale Dolomiti di Sesto, situato nel settore nord-orientale delle Dolomiti, si estende su una superficie di 11.635 ettari e comprende parte dei Comuni di Dobbiaco, Sesto e San Candido.
Curiosità: n
egli ultimi anni sono state importate dalla Finlandia alcuni esemplari di renna, che attualmente sono custodite presso la stazione a monte della Croda Rossa. La famiglia attualmente è in crescita e si compone di 10 esemplari.

Il Centro visite del Parco Naturale Dolomiti di Sesto ha sede nel suggestivo Centro Culturale Grand Hotel di Dobbiaco
Sul retro del Centro Visite si trovano le tre stazioni del Sentiero Natura:
il Mondo Magico della Foresta, l’Oroscopo celtico, il Villaggio degli alberi.

L'Oroscopo Celtico nel Parco naturale Dolomiti di Sesto
Il Sentiero Natura parte dal Centro visite, è adatto a grandi e piccini ed è accessibile gratuitamente in ogni momento.
Il percorso prevede di risolvere alcuni compiti, alla fine dei quali le responsabili del Parco assegnano un punteggio. Nel
Mondo Magico della Foresta le varie stazioni propongono immagini di animali con le relative orme da disegnare sui fogli che sono stati distribuiti all'inizio del percorso. Le tre costruzioni in legno del Villaggio degli alberi hanno una forma simile ad un abete rosso. Servono per informare i visitatori in modo insolito riguardo il potenziale dei nostri boschi e le possibilità dell’impiego del legno. Uno degli alberi è dedicato all’arte ed al formare giocoso. Gli alberi sono percorribili e collegati con ponti tra di loro. L’aspetto di un paese viene completato da alberi con informazioni e panchine. Lì abbiamo risposto ad alcune domande del questionario cercando e utilizzando alcune tabelle all'interno delle costruzioni di legno. Più avanti nel Parco le responsabili hanno preparato 15 sacchetti appesi ad una corda che abbiamo dovuto tastare per capire (e scrivere) cosa contenessero, ci hanno fatto fare poi un gioco di orientamento, bendati alla ricerca dell'albero col punteggio più alto, un gioco di ricerca delle pigne uguali a quelle in nostro possesso e, infine, la composizione su una piccola tavolozza di carta di tanti più colori quanti fossimo capaci di trovarne nel bosco: attraverso fiori, bacche, piume, cortecce, sassi, terra, foglie... Alla fine del Sentiero Natura abbiamo consultato il nostro Oroscopo Celtico, affisso su un cerchio di tronchi, che associa le caratteristiche umane a quelle degli alberi. 

Le informazioni sulla natura sono presentate in maniera giocosa e allo stesso tempo precisa. Il Centro Visite offre cognizioni su flora, fauna e paesaggio dei parchi naturali delle Dolomiti di Sesto e di Fanes, Sennes e Braies, sulla loro formazione geologica e sulle trincee ed opere di fortificazione che sono state costruite durante la Prima Guerra Mondiale. Nel laboratorio sperimentale si può percepire la natura con tutti i sensi: con vista, tatto, udito, olfatto. Nell’acquario ci sono rane e altri anfibi. I sette parchi naturali provinciali sono presentati al pubblico attraverso la visione di filmati multimediali.

giovedì 19 luglio - 
Memorie della prima guerra mondiale sul Monte Piana e, sera, piscina a San Candido

Sosta al Rifugio “Maggiore Angelo Bosi”

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Carbonin dal Monte Piana clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine
La Croce di Dobbiaco è posizionata all’estremità del settore austriaco, sullo strapiombo roccioso, ed è il punto più panoramico dal quale si gode lo spettacolo del Lago di Landro clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine

Sulla cima del Monte Piana un monumento a blocchi di pietra ricorda il luogo della morte del Maggiore Angelo Bosi, il 17 luglio 1915

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Le trincee clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine  
La discesa dal Monte Piana verso Carbonin lungo il sentiero scavato dai soldati clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine  
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Il Monte Piana e il versante da cui siamo scesi. Poi l'attesa del bus a Carbonin

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Museo all’aperto della Prima Guerra Mondiale
Il Monte Piana (m 2324) costituisce una delle più attraenti mete delle Dolomiti grazie alla sua particolare conformazione ed alla sua posizione che offrono uno spettacolare panorama a 360 gradi verso le più belle montagne di Auronzo di Cadore e di Cortina d’Ampezzo - Tre Cime di Lavaredo, Paterno, Cadini di Misurina, Sorapis, Cristallo, Croda Rossa, ecc. - e verso il Lago di Misurina ai suoi piedi. Il Monte Piana rappresenta anche un’appassionante meta per coloro che vogliono visitare il Museo storico all’aperto della Prima Guerra Mondiale, una delle più importanti testimonianze della Guerra ‘15-’18 combattuta tra queste montagne; é costituito da numerose trincee, gallerie, postazioni militari ed altri reperti storici riportati alla luce e risistemati. Il museo all’aperto, visitabile da tutti, gratuitamente, é stato realizzato grazie all’opera iniziale del Colonnello austriaco Walter Schaumann, con il suo gruppo “Amici delle Dolomiti”, ed ai successivi e costanti lavori di ripristino e manutenzione del “Gruppo Volontari Amici del Piana Elio Scarpa” e della “Fondazione Monte Piana”.

Dal rifugio “Maggiore Angelo Bosi” (m 2205), punto di partenza per la visita la Museo all’aperto, inizia il sentiero (l’altitudine massima durante il percorso è di m 2325) che percorre le due parti della montagna: il Monte Piana (postazioni italiane) e il Monte Piano (postazione austriache), collegate dalla Forcella dei Castrati.
Il Monte Piana o Monte Piano presenta una forma squadrata e tozza che incombe sulla Val di Landro e sulla Valle Popena bassa. Il lato occidentale sovrasta perfettamente il Lago di Landro, mentre la parte nord-est incombe sulla Val Rinbianco e sulla Valle della Rienza.
Data la sua struttura, durante la prima guerra mondiale le truppe italiane e quelle austriache si attestarono sulle cime di questo monte, per una lunga guerra di posizione e logoramento. Gli austriaci erano sulla cima settentrionale, anche chiamata Monte Piano, mentre gli italiani occuparono sempre la parte meridionale, il Monte Piana.

 

Dopo aver preso il bus fino a San Candido, sera all'ACQUAFUN! Nello zaino stamani avevamo messo anche costume, accappatoio e ciabatte!

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Cena in pizzeria dell'Acquafun clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine  
venerdì 20 luglio - 
Da San Candido sulla Seggiovia dei Baranci verso la Piccola Rocca dei Baranci
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Il grosso del gruppo si è spaparanzato all'inizio del sentiero 7, all'ombra di questa baita. 
Un irriducibile  drappello di ardimentosi, stavolta non più quattro, bensì sette (+ Donatella e Cipo) ha raggiunto la vetta della Piccola Rocca dei Baranci: Fabrizio, Leonardo, Michele, Bruno, Lorenzo, Gianmarco e Nico

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I Magnifici Sette clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine  

La Piccola Rocca dei Baranci (2158 m) è un blocco roccioso poco appariscente, sopra il limite del bosco a sud-est di San Candido al termine della cresta nord-orientale della Rocca dei Baranci.
Dalla Malga di San Candido (1.703 m), ormai abbandonata, il sentiero verso la Piccola Rocca dei Baranci corre in gran parte in un fitto bosco di montagna formato da abeti rossi, larici ed abeti bianchi. Lungo il sentiero si vedono gli acervi della formica rufa. Nelle radure troviamo il raro giglio martagone. La Piccola Rocca dei Baranci offre un magnifico panorama; da qui si possono ammirare infatti le pareti frastagliate del massiccio della Punta Tre Scarperi e le Tre Cime di Lavaredo.

 
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In attesa del bus, a San Candido

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San Candido è un comune di 3.136 abitanti della Provincia Autonoma di Bolzano, nell’Alta Pusteria.
La Chiesa Parrocchiale di San Michele, del XII secolo, è stata più volte distrutta. Oggi della chiesa originale rimane solo il campanile cilindrico. Nel ‘700 la parrocchia fu adeguata allo stile barocco e poi al rococò.

 
sabato 21 luglio - 
Ritorno a Roma
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Sala d'attesa della Stazione di Brunico   clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine clicca sulla miniatura per ingrandire l'immagine  
       

Coordinatrice: Donatella Drago
tel. 06 9424303 cell. 347 6606448

e-mail donatella.drago@alice.it